Di cosa si tratta


La strategia di conservazione ex situ, attuata in diverse parti del mondo, mediante la costituzione di banche del germoplasma, rappresenta una forma avanzata di tutela delle risorse genetiche, una sorta di assicurazione e di garanzia per il futuro.


Diverse e molteplici sono in tal senso le raccomandazioni di Organizzazioni Internazionali, Enti ed Istituti di ricerca circa le migliori strategie e metodiche da adottare per garantire una efficace ed efficiente conservazione nel tempo delle risorse genetiche.

Le metodologie messe in atto in Umbria per conservare in sicurezza le diverse risorse genetiche interessano non solo specie vegetali e animali, ma includono anche i microrganismi utili ai processi di trasformazione dei prodotti agroalimentari.

Le Banche del Germoplasma consentono la conservazione di semi, propaguli, cellule delle entità biologiche di interesse (varietà, razze, ceppi) in condizioni ambientali controllate. Le risorse così conservate mantengono le proprie capacità vitali per un tempo relativamente lungo (in funzione della specie e del tipo di conservazione). Si tratta di fatto di un tipo di conservazione statica, che “congela” le informazioni genetiche presenti nel campione conservato, e che, a differenza della conservazione in situ, non permette che la risorsa coevolva con l’ambiente circostante. D’altra parte, questo tipo di conservazione ha il vantaggio di salvaguardare le risorse al riparo da epidemie o gravi avversità ambientali, preservandole di fatto dall’estinzione. La conservazione ex situ di germoplasma animale richiede particolari risorse tecnologiche e finanziarie, ed è per questo svolta solo in casi estremi. A questo proposito, il Piano Nazionale sulla Biodiversità di interesse Agricolo (PNBA) si propone di individuare due centri nazionali di riferimento per la conservazione del germoplasma dei tipi genetici autoctoni presenti in Italia.

Per varietà vegetali arboree la conservazione ex situ può essere svolta anche in vivo, tramite l’impianto di campi collezione. L’impianto di campi collezione di varietà erbacee, soprattutto se annuali, può invece avere interesse solo a scopo dimostrativo-didattico, vista l’assenza di garanzie sulla durata della collezione.

Nelle sottosezioni seguenti trovate la descrizione delle diverse banche del germoplasma regionali e dei campi collezione regionali di varietà arboree da frutto.


Il caso della Regione Umbria è forse particolarmente emblematico, in quanto dispone di ben 5 diversi strumenti creati per assicurare tale conservazione, che spaziano dalle risorse vegetali a quelle animali fino ad includere i microrganismi utili ai processi di trasformazione dei prodotti agroalimentari.